Masterclass in "Direzione di Coro"  

LA DIREZIONE DEL CORO con il "Metodo Reticolare non Idiomatico" del M. Enzo Marino

 

PREMESSA

L’uomo antropologicamente è per sua natura principalmente tre cose: un individuo, un componente della propria società, un essere umano, cioè appartenente alla specie umana. Questi tre fattori sono inscindibili e formano un “tutto” a cui i nostri valori, i nostri bisogni, le nostre aspirazioni fanno riferimento.

La vita dell’uomo ha anche due sfere: quella prosaica, composta dalle cose che fa per necessità, o per sostentarsi e poi c’è la sfera poetica della vita cioè quella in cui si sperimenta la propria personalità, in cui si vive in comunione e si hanno momenti di armonia e di gioia. Ad esempio mangiare potrebbe appartenere alla sfera prosaica della vita, ma mangiare cibi di qualità, cucinati in un certo modo e la commensalità danno emozioni che poetizzano un pasto. In pratica tutto quello che concorre a produrre un sentimento di bellezza e quindi di qualità contribuisce ad arricchire la sfera della vita poetica.

Mi viene subito in mente la trama di guerra e pace di Tolstoj dove i personaggi vivono nella loro soggettività nei loro sentimenti nelle loro relazioni e nella loro affettività, innestati nel loro abitat sociale. E ognuno dei personaggi anche il piú marginale alla vicenda sente il bisogno di riconoscimento, di accettazione, da quel reticolo di situazioni che la vita poetica ci impone.

LIMITI DEI MANUALI DI DIREZIONE DI CORO

La didattica della direzione di coro, a cui si fa riferimento anche in ambiente accademico, presenta ad oggi una segnata distinzione tra il prosaico e il poetico. Una didattica monolaterale che insegna ai direttori come “veicolare la massa” verso un andamento piuttosto che un altro. Che innesta la mentalità dell’imporsi con sapienza e conoscenza, per forgiare suoni di un certo tipo. Come se con ogni metallo si potesse realizzare un motore, o se mai un motore si potesse realizzare con un solo tipo di metallo. Una didattica prosaica che tende alla sopravvivenza dell’ego del direttore e alla sua auto affermazione. Metodo che per ricaduta passa ai direttori non professionisti come l’unico modo di dirigere che abbia un alto valore artistico. Tutto ciò ha un sapore, tutto ottocentesco, del dominio dell’orchestra o del coro.

IL METODO RETICOLARE NON IDIOMATICO*

Il metodo “Reticolare non idiomatico” applicato alla direzione del coro è un metodo poetico, nell’accezione sopracitata.

Si occupa del contesto, del contenuto, del particolare all'interno del generale, del rapporto tra la componente musicale, testuale, culturale e sociale. Tiene conto della tipologia di persone con cui si opera.

Il direttore è al servizio della musica, della comunicazione, dei contenuti, dei collegamenti e dei valori umani sociali e morali che insieme sono vera fonte di bellezza per chi esegue, per chi ascolta, per chi sente e interiorizza il messaggio che direttore e coristi veicolano nel canto, diventando parte di esso.

Il metodo reticolare non idiomatico è basato sulla economia e sulla essenzialità del gesto, che porta con se il maggior numero di informazioni ma nel modo più semplice e immediato possibile. Si attiva così un dialogo estemporaneo con i cantori che, non distratti da gesti superflui, se non dannosi, possono fruire di una continua stimolazione emotiva e estetica che li condurrà nella sfera poetica, non rilegandoli a meri esecutori di ritmi e suoni, rendendoli liberi di coalizzarsi per esprimere emozioni e sentimenti.

Una liberazione dallo schema direttoriale che apre le porte della comunicazione e rendendo il coro un vero “strumento espressivo”.

Altro cardine della tecnica della direzione reticolare non Idiomatica del M. Marino è quello di sposare entrambe le principali tecniche di direzione, quella del battere e quella dell’anticipo che saranno utilizzate per scelta e non per dogma.

Chi si approccia al metodo non riceve indicazioni assolutistiche, ma apprende da ogni situazione che c’è sempre una rosa di possibilità per realizzare un obiettivo, evitando di divenire clone del maestro, nel rispetto della individualità del carattere e della fisicità di ciascun discente.

Notevole quindi l’attenzione alla gestualità e alla sua efficacia in un percorso graduale e strutturato che anche in pochi giorni indirizza precisamente un lavoro che poi va coltivato e continuamente verificato nel lavoro personale con il coro.

Le masterclass possono essere richieste da qualunque associazione italiana ed estera che abbia interesse a formare direttori con il metodo reticolare non idiomatico.

M. Enzo Marno - Formatore inChorus

NB. *Il metodo è depositato, l'eventuale appropriazione indebita sarà perseguita a norma di legge.

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